Il Maestro di solfeggio: lo spot

– C’era una volta…

– Un re!

– Ma no… C’era una volta…

– Un pezzo di legno!

– Ma… No, che c’entra? No, no, questa storia è diversa! C’era una volta Il Maestro di Solfeggio!

– Il Maestro di Solfeggio? E proprio così pomposamente lo devi dire? E che storia sarà mai…

– Ascolta…

Do, re, mi, fa, sol, la, si do, si, la sol, fa, mi, sostien la voce e non stonar! Riprendi fiato e non strillar! Su, via, no, non va mal, ricominciando, meglio andrà. Quando ascendi rinforza il suon, e discendendo l’addolcirai, attenzion!”

– Ma… Che mi sta a significare, che il solfeggio c’entra con la lezione di canto?

– Eh sì, mi sta proprio a significare che il solfeggio ha a che fare con il canto!

– No, ma scusa, l’hai visto il sondaggio? E ora chi glielo dice a tutti questi che hanno scritto che il solfeggio viene prima della musica, che si potrebbe fare qualcosa di diverso…

– Eh mica glielo diciamo noi! Gli diciamo di guardarsi “Il Maestro di Solfeggio”. E noi ce ne andiamo a pranzo. Ti sta bene così?

– Mi sta bene sì! Tanti saluti!

Il Maestro di Solfeggio: prossimamente sui vostri monitor!

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Piccolo sondaggio sul solfeggio

Come sapete voglio scrivere qualcosa sul solfeggio, ma in questo periodo mi è stato impossibile. Ovviamente vorrei scrivere qualche appunto, niente più.

Nel frattempo per entrare nel tema ho proposto un piccolo sondaggio. La domanda era duplice: Secondo voi cos’è il solfeggio? A cosa serve?

Ecco le risposte che ho ricevuto:

  • È creare la melodia in testa in modo già corretto, così nell’aggiungere la difficoltà strumentale ci accorgiamo dell’errore.
  • A imparare ad andare a tempo ?
  • È la base della melodia grazie a cui questa acquista tutto il senso.
  • L’ossatura della musica?
  • È tradurre in modo musicale tutto ciò che è scritto sullo spartito.
  • Pratica ritmica che dipende da come si fa… Risultato?! …Noia mortale o divertimento assoluto! ‪😅
  • Decifrazione ritmico-melodica propedeutica all’esecuzione.
  • Il ritmo è l’ordine del movimento: il solfeggio lo visualizza tramite il gesto. In ultima analisi, il Direttore d’Orchestra che fa? Per quanto creativo e artista con la sinistra, con la destra non può fare a meno di… solfeggiare.
  • È un codice per capire la musica.
  • L’apprendimento (o per i più dotati la presa di coscienza) delle regole musicali, della grammatica della musica, della teoria della musica, del lato non creativo della musica ma che senza di esso la musica faticherebbe ad esistere.
  • È la grammatica della musica, attraverso la quale possiamo eseguire correttamente un brano musicale.
  • Semplice: l’alfabeto.
  • Lettura non intonata di durate e altezze…
  • Lo spelling della musica
  • El babau!
  • È il linguaggio dei suoni.
  • Istruisce alla lettura e comprensione delle note (varie altezze) e del tempo musicale, a mio avviso indispensabile per un qualsiasi percorso nella musica.
  • Practica ritmica con le più disparate combinazioni di misure e valori. Se non sai solfeggiare bene non saprai neanche suonare cose complicate secondo la grafia musicale. Il solfeggio é linguaggio matematico. Niente a che vedere con la musicalità che é anche un dono.
  • È la suddivisione dei movimenti da eseguire con la mano.
  • Prima definizione: sventura occorsa alla didattica musicale italiana (in realtà neanche la peggiore…). Seconda definizione: insieme di pratiche musicali volte a sviluppare la musicalità del soggetto, la sua capacità di possedere, praticare ed essere consapevole del linguaggio musicale. Sono definizioni un po’ provocatorie, forse un po’ troppo simili a slogan… con tempo e spazio sarebbe bello discuterne.
  • Il solfeggio è l’insieme delle regole della teoria musicale, è anche la lettura parlata e cantata delle note nelle varie chiavi musicali (di violino, di basso, per non parlare delle altre cinque). È il saper fare un dettato melodico e ritmico. È una SOLFA… Indispensabile però. 😉

E voi cosa ne pensate? Provate a rispondere nei commenti, o su Facebook… Poi ci torneremo. Grazie!