Personaggi-guida e ambientazioni

 

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Eccomi qui nei panni di Clown-Lola, il personaggio che mi ha sostituita nella prima parte degli incontri a Treviso a causa di un fantomatico problema con i treni. Le corsiste sono state al gioco e per un’ora e mezza hanno partecipato attivamente, costrette a capire cosa dovevano fare interpretando i gesti della “supplente”, che non ha parlato quasi mai: si è concessa solo un “Clown Lola: oui il est moi” e poco altro (con una vocina stridula che ve la raccomando 😀 ).

L’uso di un personaggio-guida o di un’ambientazione non sono certo un’idea nuova. Soprattutto con i più piccoli questo dispositivo didattico consente una piena adesione al gioco simbolico e una partecipazione affettivo-emotiva che gli consente di calarsi nei panni dei personaggi, vivere insieme a loro le diverse avventure che gli accadono,  aiutarli, imitarli.

Gli esempi non mancano.

Ho conosciuto un sarto che fra le diverse avventure che propone una volta ha coinvolto i bambini di una scuola dell’infanzia nella ricerca della propria valigia piena di stoffe, raccontando loro di viaggi in paesi esotici per trovare la lana dei cammelli o delle pecore più pregiate, a cui si “fa la barba”. L’esperienza tattile e sensoriale al ritrovamento del bagaglio, era intrisa di tutte le conoscenze passate mediante i racconti. Un’esperienza unica e coinvolgente su un tema generalmente non affrontato a scuola: le stoffe!

Sarete anche voi a conoscenza del metodo simultaneo dell’Istituto Comprensivo Trescore Cremasco  pensato per l’apprendimento della letto-scrittura nei primi dieci-quindici giorni della prima classe elementare. Il racconto di una storia consente di svolgere diverse attività, comprese attività musicali, che introducono i bambini nel magico mondo delle parole e delle lettere che le compongono.

E che dire di quelle educatrici di nido che scelgono un’ambientazione per far giocare i loro cuccioli con i colori e i suoni, anche fantastici? Ricordo un’aula che nel giro di un mese è stata decorata con i colori del bosco (l’ambientazione scelta in quell’occasione), fogli e rami, disegni di animali; bottiglie e lattine appese e mosse dal “vento” fatto dai bambini, suoni vocali lanciati in un tunnel creato con giochi di plastica. Dopo qualche mese si lavorò invece all’ambientazione mare, ricreando colori e suoni di un luogo più aperto e solare. Analogamente, la vicina sezione dell’infanzia propose ai bambini anche suoni che evocano il rumore delle onde, riempendo i palloncini con la pastina, realizzando suoni del sole con triangolo e sonagli, mentre nel bosco erano apparsi legnetti  e fantasiosi tamburi della famiglia degli orsi.

I testi di didattica strumentale sono ricchi di personaggi-guida che illustrano passo-passo le nuove cose da apprendere o dove l’ambientazione invita a realizzare le attività (esempi: Thompson, Piano course, vol. I; Simoni, La tastiera incantata).

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Il mio preferito è il testo di Cristina Citterio, Al pianoforte senza le note, New media edizioni didattiche, 2006, nel quale il draghetto SolDo esplora lo strumento nelle diverse possibilità dinamiche, ritmiche, e le altezze, ponendo le basi per un percorso successivo più tradizionalmente inteso.

E Clown Lola?

Non si rivolge direttamente ai bambini, ma potrebbe anche farlo, o essere sostituito da un personaggio che meglio vi confà.

Clown Lola ha un trucco che evidenzia gli occhi e la bocca, potendo così porre in primo piano le espressioni mimico-facciali, necessarie per farsi capire.* Viene utilizzata quasi esclusivamente la CNV (Comunicazione non verbale): il che consente alle corsiste di partecipare attivamente, obbligandole a una grande attenzione e al silenzio (se sapete cosa significa lavorare con 30 maestre, mi capite) 🙂 !

Scherzi a parte, la possibilità di evitare la parola, favorisce la compartecipazione, anche affettivo-emotiva, in quanto tutto sommato fare le cose insieme a un clown è piuttosto divertente, anche se si lavora sodo!

Clown Lola saluta dicendo “HOLA!” (in effetti lo spagnolo le gusta muchísimo), fa fare la ola e quando si calma o termina qualcosa dice sempre “Oh, là!”…  E il gioco con le assonanze -e quel che ne deriva- potrebbe continuare: è questo gioco che ha dato origine al nome (ha il copyright, quindi vietato copiare!), come si usa fare spesso nei giochi di parole e nel teatro comico.**

Clown Lola ha portato le corsiste ad esplorare vari aspetti della musica: provare a cantare la stessa canzone con diverse emozioni (quindi interpretare utilizzando inconsciamente le “regole” musicali -simili a quelle del linguaggio verbale- legate a: agogica (velocità), dinamica (volume), uso di pause, timbro, scansione più o meno chiara delle parole/sillabe, etc.); ritmo (velocità, pulsazione in alternanza suono silenzio, cellule ritmiche semplici -utilizzando solo le suddivisioni del tempo semplice in rapporto 1:2); altezze (suoni alti/bassi; che salgono e scendono); intervalli (solo due: una terza maggiore discendente, ricavata dalla pubblicità della Ricola e quindi ben presente nell’immaginazione sonora di tutte, e una quinta ascendente: intervalli molto differenti, per lavorare così sul contrasto percettivo e favorirne la differenziazione). Attività di esecuzione per imitazione (cioè mediante l’oralità), di simbolizzazione, lettura e riconoscimento all’ascolto. Le coreografie sulle danze (due brani tradizionali USA col “mixer”, cioè il cambio partner), apparentemente solo ricreative, contenevano cellule ritmiche e consentivano di interiorizzare la forma basata su ripetizioni e contrasti.

Un “modo di fare” tipico delle attività proponibili ai più piccoli, ai quali non chiediamo di capire, ma semplicemente di giocare immersi nella situazione e di fare in modo da appropriarsi in maniera inconsapevole delle strutture di un linguaggio che verrano poi gradualmente esplicitate quando saranno più avanti, cioè avranno le capacità cognitive adeguate per farlo e anche la motivazione più indirizzata a divenire protagonisti della propria conoscenza. Ma di questo -affrontato nella seconda parte del corso- parlerò un’altra volta. Forse.

E con questa promessa incerta vi saluto e come farebbe Clown Lola:

Hola!

oooooooooola

Oh, là!!!!!!!!!

 

*: per il trucco e i consigli ringrazio moltissimo Monica Zuccon.

**: per gli spunti sulla costruzione del personaggio e le modalità di lavoro del teatro comico ringrazio moltissimo Domenico Lannutti.

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2017: si va a incominciare!

Come va coi propositi per il Nuovo Anno? E coi bilanci?

Personalmente non sono molto brava: le pianificazioni tendo a farle un po’ alla volta, quando se ne presenta l’occasione, anche se le più importanti arrivano a settembre come vi spiegavo in questo post. Forse perché sono di settembre e quindi per me l’inizio   di qualcosa di nuovo, del nuovo anno, coincide con il periodo in cui sono nata. A questo proposito in questi giorni mi è arrivata una foto simpaticissima, non so se è una pubblicità, ma l’ho trovata abbastanza vicina a quella parte di me egocentrica e snob… Che ve ne pare? 🙂

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Comunque un po’ di bilancio lo posso fare e condividere.

Nel 2016 sono invecchiata di almeno vent’anni: così, in un colpo solo. Si vede, e non c’è crema antirughe che tenga. Ma soprattutto si sente. Cioè, io li sento questi vent’anni  in più sul groppone. Non è questione di essere più triste o rassegnata, anzi. In realtà, dopo un periodo in cui davvero le mie facoltà cognitive sono state un po’ in bilico, ho ripreso con un certo slancio i miei interessi, con un fattore “x” in più: quella “saggezza” che l’invecchiare ci dona, come si dice -probabilmente per autoconsolarsi. Così sono più “clemente” con me stessa, ma anche meno disponibile ad avere pazienza eccessiva con le situazioni difficili: non mi va di sprecare energie, e cerco di farne un uso migliore. Così mi è capitato qualche volta in più del solito di arrivare in ritardo o non rispettare le check-list della giornata, anche se non è mia abitudine: e il mondo non è crollato, e poi quello che dovevo fare l’ho fatto comunque. Inoltre ho deciso di non avere più voglia di spiegare per l’ennesima volta le cose a chi non vuole capire/ritiene di sapere già tutto, in modo pregiudiziale e presuntuoso, senza avere la capacità di ascoltare o di leggere davvero (ah, l’analfabetismo di ritorno è molto più diffuso di quanto si creda…). Il dover convincere qualcuno a tutti i costi, il dover dimostrare qualcosa (o, peggio, di avere ragione) non mi appartiene: lascio a chi ne ha bisogno la sensazione di primeggiare, di vincere la sua battaglia di Pirro. Lo facevo anche prima, ma ora mi riesce meglio. Purtroppo ci sono delle cose a cui tenevo molto che si stanno letteralmente sgretolando. Anche in questo caso non è facile, ma mi dedicherò ad altro: la vita ci riserva bellissime sorprese e possibilità di compensazione inaudite. Basti pensare a come si comporta il nostro corpo: quando qualcosa non funziona bene si attiva per bilanciare in qualche modo questo deficit. Non lo risolve, ma qualche altra parte del nostro corpo diventa più sensibile, si muove in modo diverso, si sposta… Ed è fondamentale anche nella vita, per quanto possibile, trovare modalità per riequilibrare frustrazioni e perdite. Piano piano, un po’ alla volta, come si riesce.

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Nel 2016 per fortuna sono anche accadute delle cose stupende: a gennaio è uscito il libro scritto con Gaetano Cucchia, Didattica dell’ascolto nella scuola di base, edito dalla Progetti Sonori, editore che ha poi anche organizzato un corso di formazione a Roma. Personalmente ho molti riscontri positivi sulla pubblicazione, che mi caricano di entusiasmo! Grazie a ciò sto tenendo un corso anche a Firenze, organizzato dalla Rete Musica Toscana, che si concluderà l’11 febbraio prossimo. In questi corsi incontro sempre belle persone, curiose e desiderose di imparare, con le quali lo scambio di esperienze e saperi, arricchente e reciproco, è sempre intriso di emozioni. Ringrazio quindi tutti!

Nel 2016 ho anche continuato a studiare un po’ lo spagnolo -ma devo mettermi più seriamente: ecco un ottimo proposito da perseguire nel 2017! Ho seguito un corso on-line sulla progettazione didattica con le TIC tenuta dall’Università Tecnologica Nazionale di Buenos Aires.

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Questo corso obbligava i partecipanti ad aprire un blog, in modo da pubblicare direttamente in rete i compiti assegnati di volta in volta, favorendo la valutazione tra pari e l’intervento dei docenti. Pur con parecchi errori, non essendo la mia competenza linguistica di alto livello (soprattutto in relazione alla competenza attiva, cioè alla  capacità di produzione scritta e orale -ma scrivere non è semplice neanche nella propria lingua materna), ho pubblicato tutti i miei compiti riscontrando una solidarietà tra i colleghi di corso davvero gratificante. Ho così conosciuto, seppure virtualmente, altre persone e curiosato tra diverse professioni, tradizioni culturali e luoghi ignoti. Sarà sull’impianto del blog aperto in quell’occasione che ho intenzione di sviluppare il “ramo” spagnolo di MusicistinsegnantI: ma ho bisogno ancora di un po’ di tempo, e mi servirà anche l’aiuto della mia profesora!

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Per quanto riguarda MusicistinsegnantI è lì da qualche parte, in maturazione, il post “Solfeggio si/solfeggio no” che devo scrivere da tempo. Un argomento che volevo trattare subito dopo l’invito ricevuto da una scuola di musica dove ho ritrovato ex-studenti che hanno fatto proprie alcune proposte didattiche affrontate in qualche mio corso, e che ora utilizzano in quell’ambito. Un ambito interessante, di cui mi piacerebbe parlare in qualche modo. Vedrò come fare: magari attraverso un racconto? O meglio un piccolo saggio, una riflessione a voce alta, un articolato di cronaca? Non lo so ancora.

Giacciono in attesa di prendere vita anche il post sull’attenzione e la dispensa di psicologia della musica sulla simbolizzazione. Per ora non riesco a fare programmi oltre a questi. Chi mi segue sa che poi spesso scrivo altro, in base al momento. Ma il tempo è sempre tiranno, quindi preferisco scrivere poco ma con più attenzione. O almeno provarci.

Come dicevo sono diventata più clemente con me stessa e questo mi dà moltissima serenità. Quella serenità che auguro accompagni anche voi in questo 2017, auspicando che diventi spesso anche gioia, allegria e felicità!

Piano piano

“Qui si sente il ricomincio” mi dicevano i bambini, quando si giocava a ricordarsi com’era fatta una breve danza, vissuta in realtà come gioco motorio sulla musica. È straordinario come in età infantile, molto prima delle capacità cognitive vere e proprie, sia possibile realizzare una semplice analisi basandosi sulle capacità percettive e sulla memoria: ovviamente con brani brevi-brevissimi, attività ripetuta giocosamente e gioiosamente tante volte -ma nell’infanzia la ripetizione non è mai un problema!- e caratteristiche formali basate su contrasti davvero evidenti. Ecco perché nel libro Didattica dell’ascolto nella scuola di base c’è un capitolo dedicato alle attività sui Contrasti: Suono /Silenzio, Forte/Piano, Staccato/legato, Lento/Veloce, Lungo/Corto Alto/Basso. Ci sono degli esempi di attività nel DVD allegato e anche le schede illustrate da colorare che si possono scaricare. Attività che nel terzo capitolo, dedicato alla forma, viene in qualche modo ripresa e “sfruttata” per cogliere i principi costruttivi principali, che si basano proprio su aspetti percettivi: il contrasto, la ripetizione e la variazione.

E voi lo sentite il “ricomincio”? Chi ha a che fare con il mondo della scuola di sicuro! Ecco perché non potevo non “ricominciare” ricordandovi di acquistare il libro… 🙂

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Per me il “ricomincio” è proprio settembre, forse perché è il mese in cui sono nata e quindi  in qualche modo sì, si parte un’altra volta.

Non è sempre stato così. Non sono vecchia-vecchia ma la mia generazione ha avuto la fortuna di godersi nella propria infanzia l’estate di settembre. Il mio inizio settembre dei ricordi profuma di mare, uva fragola e pannocchie arrostite… Solo in ottobre si andava a scuola, quando già si indossava il cappottino, sotto le scarpe crocchiavano le foglie ingiallite, l’aria odorava di castagne e l’ombrello era spesso a portata di mano. Sì perché allora avevamo le quattro stagioni!

Ma per me settembre ricomincia perché a un certo punto arrivano puntuali le parole del poeta: “Settembre, andiamo“. Sarà capitato anche a voi di avere… una poesia in testa? Beh, questa forse è la mia preferita e le ho dedicato un post proprio l’anno scorso (potete andare a rileggerlo cliccando qui). Un invito dolce a ripartire, a ricominciare. E così piano piano (anche se ancora col cuore a pezzi: ora più che mai sento la mancanza di aver perduto una persona tanto importante!)  metto un po’ in ordine le cose, la casa e la testa.

riordinare-la-casa_N1Eh già, chi riesce a farle le pulizie di primavera? Impossibile! Lavare le tende e sistemare le scartoffie accumulate in libreria e nei cassetti è lavoro da fine agosto-inizio settembre, che a volte si prolunga un po’, specialmente se si ridipinge o si sistema qualcosa che giace lì da mesi, e finalmente si decide anche di buttare via e di far spazio alle cose nuove.

A me non riesce bene prendere una stanza e “farla di fondo”, come alle brave padrone di casa, è molto raro che mi accada. Piuttosto lavoro piano piano, con calma, uno scaffale per volta, un cassetto per volta, prendendomi il tempo di vedere cosa c’è, togliere tutto, pulire, analizzare, selezionare, scegliere, sistemare. Alcune cose devono tornare al loro posto, per altre è arrivato il momento di cambiarlo o di salutarsi. Un modo di prendersi cura di sé e dell’ambiente in cui si vive, di volersi bene, senza per questo dover arrivare al minimalismo essenziale privo di qualsiasi cosa possa essere definita “superflua”, com’è proposto in qualche libro sull’ordine della casa. Se il superfluo è bello, ti fa sentire bene e non ingombra troppo… Perché no?

È così che impiego parte dell’estate, e in particolare di settembre. È così che quest’anno sto lavorando anche a questo blog e ai nuovi progetti personali e professionali.

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Piano piano, una cosa alla volta.

Il blog si sta trasformando poco a poco.

Non mi sento ancora in grado di cambiare il template, lo lascio così, ci sono affezionata e mi trovo bene a lavorarci, e anche l’immagine di copertina continua a piacermi. La mia foto nei profili social (LinkedIn, Twitter e della fan page su Facebook) resta quella, anche se ho tagliato i capelli e sono un po’ diversa, così come la pagina del blog dedicata alle Notizie su di me.

Altre pagine sono leggermente modificate. Ho dato un volto nuovo a quella intitolata a questo blog, inserendo la descrizione delle categorie: così può essere più chiaro a chi mi legge cosa c’è (forse…). La novità del mio piano editoriale è la rubrica Parliamo di… che inizierà proprio dal mese di settembre con un articolo dedicato alla memoria. In questa rubrica vorrei sviluppare quest’anno alcuni argomenti legati all’apprendimento: memoria, attenzione, stili cognitivi, per iniziare. Per il resto il piano editoriale prevede di riprendere alcuni argomenti, personaggi e storie lasciati in sospeso da tempo. Anche se nel lavoro di riassetto, non escludo di prendere decisioni drastiche al riguardo… Ma non subito.

Più snella la pagina dedicata ai corsi nella quale entro ottobre troverà spazio anche il link al nuovo corso di Didattica della musica che terrò presso il conservatorio di Castelfranco Veneto nell’anno accademico 2016-17.

Immutata la pagina dei materiali, nella quale spero poter inserire presto qualcosa di nuovo, magari un’agile dispensa dedicata alla simbolizzazione attinente al corso di psicologia della musica.

Nuova la pagina dedicata alle pubblicazioni: non scrivo un granché ma quei due libri nei quali posso vantare qualcosa di mio pugno li pubblicizzo.

In cantiere una piccola ambizione: aprire un blog in spagnolo dove pubblicare qualche post in lingua. Ovviamente il problema è che la mia competenza linguistica è ancora piuttosto bassa, per quanto riguarda l’abilità scritta. Però quest’estate ho fatto una breve esperienza seguendo un corso e tutto sommato, a parte qualche strafalcione che mi è stato segnalato, ho trovato motivo di soddisfazione e incentivazione a proseguire. E ci sto pensando seriamente. In fondo quale miglior motivo di studiare grammatica spagnola ed avere uno spazio per esercitarmi tutto mio? Beh, su questo vi terrò aggiornati. In fondo posso contare su qualche amicizia e un’ottima profesora che mi aiuterà (spero).

Altre novità: oltre al nuovo corso in conservatorio – che affiancherà quelli abituali, tutti frequentabili anche come corsi singoli da studenti non iscritti– c’è un’idea per un nuovo corso dedicato ad insegnanti della scuola di base, ma per ora è solo un’idea. Se e quando si concretizzerà in progetto, beh, lo sapete: farò pubblicità a tutto spiano!

Grazie Roma…

Ok, il titolo non è originale, ma desidero ringraziare pubblicamente tutti coloro che si sono adoperati per l’organizzazione e la buona riuscita del corso che si è tenuto ieri a Roma, e tutti i partecipanti, davvero attivi e interessati, che hanno reso agevole il lavoro di noi formatori.

So già che dimenticherò qualcuno, ma in quest’occasione tutto lo staff della Progetti Sonori si è adoperato moltissimo. Ringrazio quindi Giulia, Elisa e Annamaria, che si sono occupate di molte cose; Emanuele, Giulio e Lanfranco -il boss- che ho avuto il piacere di conoscere personalmente, la cui accoglienza, generosità e simpatia avevo già potuto apprezzare telefonicamente ma vis á vis è indescrivibile.

Tutti coloro che hanno consentito lo svolgimento del corso presso una sede bellissima! Qui potete ammirare uno scorcio del pavimento e del soffitto della sala dove abbiamo lavorato, protetti da lastre, e lo scalone d’ingresso: che ne pensate?

E i nostri corsisti, dei quali certamente mi sfugge qualche nome, in questo momento, ma in ordine sparso direi Arianna, Cristiana, Marzia, Giampiero, Felice, Santo, Simona, Sara, Sara, Andrea, Elena, Sonia, Maria Luisa, … Sì, lo so, mancano quei tre nomi che ho sulla punta della lingua, ma ben presenti i vostri volti sorridenti..  Spero di riuscire a farmi perdonare con qualche scatto in cui siete all’opera.

E naturalmente Gaetano, coautore e conduttore di molta parte di questo corso, ben costruito, armonizzato e guidato in modo efficace.

Come sempre in queste occasioni, la ricchezza dell’esperienza va oltre i contenuti proposti  e si ritrova nell’esperienza viva, fatta di persona da chi partecipa, nell’occasione di riprendere confidenza con il proprio corpo, le proprie emozioni e poterle condividere, insieme a dubbi, incertezze, difficoltà concrete che si incontrano nel fare scuola quotidiano. Ma anche insieme ad esperienze belle, ai propri alunni che sono la vera ricchezza di questo lavoro.

In ordine sparso direi che alcuni aspetti focali emersi possono essere riassunti nei seguenti punti:

  • in un corso di formazione, così come nella lettura di guide didattiche, posso arricchirmi di spunti pratici e prospettive, in qualche caso -come in questo- supportati anche da sostegni teorici seri e ormai appartenenti alla pedagogia musicale. Tuttavia sono sempre io a dover mediare con la realtà scolastica in cui opero, e per farlo dovrà chiedermi: è possibile per me, oggi, con questi gruppi di allievi proporre alcune di queste attività? Quali? Come (nello stesso modo o variandole, e in questo caso, come e perché)? Insomma: alla programmazione didattica non si può sfuggire, non ci sono scorciatoie: deve farla proprio l’insegnante!
  • A proposito di programmazione: d’accordo, poi si deve scrivere in “pedagogese”, ma non è molto più semplice utilizzare le domande chiave chi, cosa, come, quando, perché, dove (di questo avevo già parlato un po’ anche qui)?
  • Le possibilità che offrono le cosiddette attività espressive, non solo a livello disciplinare, ma anche come strumento metodologico, sono infinite, e consentono a molti allievi di esprimersi con modalità diverse dal mero nozionismo richiesto ancora troppo spesso. Ciò non toglie la necessità di dover insegnare anche nozioni:  i nostri giochi musicali, banalmente, possono servire a imparare a definire la velocità, la dinamica, le altezze… Ma le modalità utilizzate sono molto più importanti delle parole che alla fine le sintetizzano.
  • L’uso del corpo e della comunicazione non-verbale sono uno straordinario mezzo di relazione interpersonale, la cui presa di coscienza può aiutarci a condurre le attività in modo diretto e senza troppe spiegazioni, sfruttando al meglio le energie presenti nel gruppo.
  • Se come insegnanti ci fidassimo di più delle capacità dei bambini, del fatto che non sono così sovrastrutturati come noi; se riuscissimo a non decidere noi come potrebbero sentirsi e ci lasciassimo andare, osando metterci alla prova e a proporre attività e repertori “diversi” da quelli che conosciamo, utilizzati spesso solo per abitudine, la nostra vita scolastica potrebbe essere apparentemente un po’ più faticosa ma molto più gratificante e piena di energia!
  • Chi lo dice che non si possa iniziare la giornata con attività di movimento e musica, come una bella attività di presentazione, di saluto o di spostamento dei banchi per fare spazio? E perché non inventarsi momento musicali, anche per andare a prendere oggetti necessari allo svolgimento di attività, come sonorizzare l’andatura dei compagni? In questo modo, così come nell’uso della comunicazione non verbale, costringiamo bambini e ragazzi all’attenzione!
  • Chi lo dice che ragazzi vivaci non possano imparare a controllarsi, favorendo l’uso del corpo (è anche un modo per conoscerlo!)?

Molto altro è emerso, di positivo e interessante. E anche meno: ma sulle strutture fatiscenti, il poco spazio a disposizione, l’ingerenza delle famiglie, la sordità dei Ministri non è proprio il caso di soffermarsi.

Di nuovo grazie e, tanto per essere banali dal titolo alla fine: arrivederci Roma!

È on-line il programma del corso

È on-line il programma del corso “La didattica dell’ascolto nella scuola di base” che terrò a Roma insieme a Gaetano Cucchia. Cliccate qui!

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Corso di formazione a Roma

Corso di formazione La didattica dell’ascolto nella scuola di base a Roma!

Come vi accennavo nel post precedente  nel nuovo sito della casa editrice Progetti Sonori viene dato rilevo alla parte dedicata alla formazione, dato che la casa è ente accreditato dal MIUR per la formazione dei docenti.

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Scorrendo verso il basso sulla barra di destra potete accedere alle caselle informative.

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Ebbene, stamattina sono andata a curiosare se c’era già qualcosa sul nostro corso ed eccolo!

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Trovate tutte le informazioni cliccando sul titolo del corso all’inizio del post, o qui o ancora al link:

http://www.progettisonori.it/shop/formazione/la-didattica-dellascolto-nella-scuola-di-base/

La scadenza per le iscrizioni è il 7 marzo! Affrettatevi (ma non correte troppo… Diciamo pensateci un paio di secondi e poi iscrivetevi)!

A presto!

Il vestito nuovo dell’editore

La casa editrice Progetti Sonori si rifà il look e si presenta con un outfit agile e moderno, adatto alla nuova stagione che avanza. Affezionata al blu, colore che dà tranquillità e pacatezza, lo richiama all’interno di uno sfondo chiaro per evidenziare le collane di testi per cui è nota nell’ambiente della didattica musicale. Ne conserva dunque le sfumature per il logo e la parte superiore, accessoriata con pulsanti dai quali si può accedere con un semplice click alle diverse pagine, utili per avere le informazioni relative all’azienda, ai contatti, al catalogo. Di rilevo la nuova pagina dedicata alla formazione, di cui parliamo tra poco.

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Il nuovo sito è a scorrimento, quindi la pagina iniziale non è fissa, ma scorrendo sulla barra laterale di destra, si può scendere per essere elegantemente invitati a scoprire i prodotti e le novità del momento.

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Tra le novità siamo ancora presenti noi, con il testo Didattica dell’ascolto nella scuola di base, uscito il 16 gennaio scorso e che sta già riscuotendo un certo successo!

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Basta cliccare sull’immagine per essere immediatamente reindirizzati alle informazioni e alle anteprima del libro. Si stanno risolvendo anche alcuni problemi tecnici che il cambio di stagione, pardon, il passaggio tra il sito vecchio e quello nuovo, stanno comportando al di là delle volontà dei professionisti coinvolti. Abbiate un attimo di pazienza…

Scorrendo ancora un po’ si ha la possibilità di iscriversi alla newsletter, nel discreto riquadro grigio perla, per  essere aggiornati in tempo reale su tutte le novità. E brevi articoli dal blog possono essere utili come spunti o ulteriori notizie!

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Che aspettate, allora?

Chi non l’avesse ancora fatto vada a vedere il vestito nuovo dell’editore: è semplice e genuino, come tutta la grande famiglia della Progetti Sonori, che mi ha fatto sentire subito a casa.

L’indirizzo web non è cambiato: www.progettisonori.it.

Per il libro Didattica dell’ascolto nella scuola di base, cliccate direttamente qui.

Infine tenete d’occhio la pagina sui corsi di formazione. Tra poco dovrebbe esserci qualche novità che ci riguarda… A presto!