Aprile, dolce dormire? Macché!

Ebbene, anche Pasqua è passata in un soffio, come l’avete trascorsa?

Eh già, nemmeno gli auguri ho postato, quest’anno.

Il fatto è che nel mio uovo la sorpresa è stata una brutta influenza e quando ho avuto un po’ di tempo mi sono dedicata a preparare qualche deliziosa leccornia per festeggiare come si deve. Così è andata e aprile, che per il proverbio porta con sé una dolce pigrizia e il calendario sembrerebbe confermare con festività e ponti, nel mio caso invece è un inseguimento a cercare di star dietro alle to do list che immancabilmente non riesco a rispettare. Il blog è il primo a subirne le conseguenze.

Ma non è un post di lamentele!

Ho avuto anche altre sorprese piacevoli, ad es. una bella recensione sul libro Didattica dell’ascolto nella scuola di base:

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E anche il resoconto dell’editore: beh, qualche centinaio di copie è stato venduto ed è una bella soddisfazione!

Se non ce l’avete ancora, cosa state aspettando?

A presto, allora!

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Piano piano

“Qui si sente il ricomincio” mi dicevano i bambini, quando si giocava a ricordarsi com’era fatta una breve danza, vissuta in realtà come gioco motorio sulla musica. È straordinario come in età infantile, molto prima delle capacità cognitive vere e proprie, sia possibile realizzare una semplice analisi basandosi sulle capacità percettive e sulla memoria: ovviamente con brani brevi-brevissimi, attività ripetuta giocosamente e gioiosamente tante volte -ma nell’infanzia la ripetizione non è mai un problema!- e caratteristiche formali basate su contrasti davvero evidenti. Ecco perché nel libro Didattica dell’ascolto nella scuola di base c’è un capitolo dedicato alle attività sui Contrasti: Suono /Silenzio, Forte/Piano, Staccato/legato, Lento/Veloce, Lungo/Corto Alto/Basso. Ci sono degli esempi di attività nel DVD allegato e anche le schede illustrate da colorare che si possono scaricare. Attività che nel terzo capitolo, dedicato alla forma, viene in qualche modo ripresa e “sfruttata” per cogliere i principi costruttivi principali, che si basano proprio su aspetti percettivi: il contrasto, la ripetizione e la variazione.

E voi lo sentite il “ricomincio”? Chi ha a che fare con il mondo della scuola di sicuro! Ecco perché non potevo non “ricominciare” ricordandovi di acquistare il libro… 🙂

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Per me il “ricomincio” è proprio settembre, forse perché è il mese in cui sono nata e quindi  in qualche modo sì, si parte un’altra volta.

Non è sempre stato così. Non sono vecchia-vecchia ma la mia generazione ha avuto la fortuna di godersi nella propria infanzia l’estate di settembre. Il mio inizio settembre dei ricordi profuma di mare, uva fragola e pannocchie arrostite… Solo in ottobre si andava a scuola, quando già si indossava il cappottino, sotto le scarpe crocchiavano le foglie ingiallite, l’aria odorava di castagne e l’ombrello era spesso a portata di mano. Sì perché allora avevamo le quattro stagioni!

Ma per me settembre ricomincia perché a un certo punto arrivano puntuali le parole del poeta: “Settembre, andiamo“. Sarà capitato anche a voi di avere… una poesia in testa? Beh, questa forse è la mia preferita e le ho dedicato un post proprio l’anno scorso (potete andare a rileggerlo cliccando qui). Un invito dolce a ripartire, a ricominciare. E così piano piano (anche se ancora col cuore a pezzi: ora più che mai sento la mancanza di aver perduto una persona tanto importante!)  metto un po’ in ordine le cose, la casa e la testa.

riordinare-la-casa_N1Eh già, chi riesce a farle le pulizie di primavera? Impossibile! Lavare le tende e sistemare le scartoffie accumulate in libreria e nei cassetti è lavoro da fine agosto-inizio settembre, che a volte si prolunga un po’, specialmente se si ridipinge o si sistema qualcosa che giace lì da mesi, e finalmente si decide anche di buttare via e di far spazio alle cose nuove.

A me non riesce bene prendere una stanza e “farla di fondo”, come alle brave padrone di casa, è molto raro che mi accada. Piuttosto lavoro piano piano, con calma, uno scaffale per volta, un cassetto per volta, prendendomi il tempo di vedere cosa c’è, togliere tutto, pulire, analizzare, selezionare, scegliere, sistemare. Alcune cose devono tornare al loro posto, per altre è arrivato il momento di cambiarlo o di salutarsi. Un modo di prendersi cura di sé e dell’ambiente in cui si vive, di volersi bene, senza per questo dover arrivare al minimalismo essenziale privo di qualsiasi cosa possa essere definita “superflua”, com’è proposto in qualche libro sull’ordine della casa. Se il superfluo è bello, ti fa sentire bene e non ingombra troppo… Perché no?

È così che impiego parte dell’estate, e in particolare di settembre. È così che quest’anno sto lavorando anche a questo blog e ai nuovi progetti personali e professionali.

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Piano piano, una cosa alla volta.

Il blog si sta trasformando poco a poco.

Non mi sento ancora in grado di cambiare il template, lo lascio così, ci sono affezionata e mi trovo bene a lavorarci, e anche l’immagine di copertina continua a piacermi. La mia foto nei profili social (LinkedIn, Twitter e della fan page su Facebook) resta quella, anche se ho tagliato i capelli e sono un po’ diversa, così come la pagina del blog dedicata alle Notizie su di me.

Altre pagine sono leggermente modificate. Ho dato un volto nuovo a quella intitolata a questo blog, inserendo la descrizione delle categorie: così può essere più chiaro a chi mi legge cosa c’è (forse…). La novità del mio piano editoriale è la rubrica Parliamo di… che inizierà proprio dal mese di settembre con un articolo dedicato alla memoria. In questa rubrica vorrei sviluppare quest’anno alcuni argomenti legati all’apprendimento: memoria, attenzione, stili cognitivi, per iniziare. Per il resto il piano editoriale prevede di riprendere alcuni argomenti, personaggi e storie lasciati in sospeso da tempo. Anche se nel lavoro di riassetto, non escludo di prendere decisioni drastiche al riguardo… Ma non subito.

Più snella la pagina dedicata ai corsi nella quale entro ottobre troverà spazio anche il link al nuovo corso di Didattica della musica che terrò presso il conservatorio di Castelfranco Veneto nell’anno accademico 2016-17.

Immutata la pagina dei materiali, nella quale spero poter inserire presto qualcosa di nuovo, magari un’agile dispensa dedicata alla simbolizzazione attinente al corso di psicologia della musica.

Nuova la pagina dedicata alle pubblicazioni: non scrivo un granché ma quei due libri nei quali posso vantare qualcosa di mio pugno li pubblicizzo.

In cantiere una piccola ambizione: aprire un blog in spagnolo dove pubblicare qualche post in lingua. Ovviamente il problema è che la mia competenza linguistica è ancora piuttosto bassa, per quanto riguarda l’abilità scritta. Però quest’estate ho fatto una breve esperienza seguendo un corso e tutto sommato, a parte qualche strafalcione che mi è stato segnalato, ho trovato motivo di soddisfazione e incentivazione a proseguire. E ci sto pensando seriamente. In fondo quale miglior motivo di studiare grammatica spagnola ed avere uno spazio per esercitarmi tutto mio? Beh, su questo vi terrò aggiornati. In fondo posso contare su qualche amicizia e un’ottima profesora che mi aiuterà (spero).

Altre novità: oltre al nuovo corso in conservatorio – che affiancherà quelli abituali, tutti frequentabili anche come corsi singoli da studenti non iscritti– c’è un’idea per un nuovo corso dedicato ad insegnanti della scuola di base, ma per ora è solo un’idea. Se e quando si concretizzerà in progetto, beh, lo sapete: farò pubblicità a tutto spiano!

Il cabaret, Vivaldi e l’ascolto come gioco

“¿Os gusta el cabaré?”

Iniziava così una mia conversazione nella classe di spagnolo (chissà se avrò un giorno il coraggio di pubblicarla in lingua: non mi sento ancora abbastanza esperta da scrivere in idioma iberico), una conversazione nella quale ero stata invitata a cercare di raccontare qualcosa sull’ascolto della musica cosiddetta “classica”, intendendo con questa espressione la musica eurocolta dei secoli passati.

A voi piace il cabaret? A me sì. C’è un teatrino “punto Zelig” che frequento da anni, nel quale i bravi attori Monica Zuccon e Salvatore Esposito organizzano una bella stagione di cabaret. Il gradino della Café Sconcerto Sala Teatro ha visto passare noti e meno noti: quasi tutti i comici che poi sono diventati famosi nello Zelig televisivo sono passati di qua e li abbiamo potuti vedere agli esordi, insieme a quelli che non sono andati in TV ma hanno una loro bella carriera. Leonardo Manera, Dado Tedeschi, Daniele Raco, Domenico Lannutti, Francesco Foti (ex Cavalli Marci), tanto per citare i primi che mi vengono in mente, ma sono moltissimi! Così come attori più “nostrani”, che portano sul palco un cabaret più legato al territorio ma gustoso, spesso in dialetto, come  I PapuCarlo e Giorgio o Marco e Pippo-l’unico duo che è un trio.

Uno degli ultimi attori che ho visto recitare a Chirignago quest’anno, Henry Zaffa, si è raccomandato al pubblico di continuare a mantenere vivi luoghi come questo: il ritmo del teatro dal vivo, del cabaret dal vivo, è molto diverso da quello televisivo! Questi spazi consentono agli attori di non perdere il contatto col pubblico vero, appassionato, vicino.

Penso sia vero. In generale sarebbe preferibile, per quanto possibile, andare “nei luoghi deputati” a seguire il tipo di spettacolo/intrattenimento: un  film al cinema, un concerto in auditorium o in una chiesa, l’opera e la prosa nei teatri, etc.

Ma torniamo al cabaret: c’è quasi sempre in questo tipo di spettacolo almeno un momento in cui il pubblico è invitato a partecipare direttamente. Il divertimento sta tutto lì: partecipare, ridere di quello che si sta facendo, lasciarsi andare. Provate a guardare questo video, preso proprio da uno spettacolo dei Cavalli Marci: Alessandro Bianchi – Il Ballerina, nel quale l’artista imita un coreografo che invece di insegnare dei passi di danza, coinvolge il pubblico per realizzare un “paesaggio sonoro” dal titolo Al mare, riferendosi ai suoni-fantasiosi o verosimili, non ha importanza- emessi dai gabbiani, dalle alghe e dal transatlantico.

Beh immaginate qualcosa di analogo per rappresentare la primavera:

Gruppo 1: “È primavera, tutto è allegro e leggero, evviva!”

Gruppo 2: imita il canto degli uccellini.

1: “Evviva!”

Grupo 3: imita il suono dell’acqua dei ruscelli.

1: : “Evviva!”

Grupo 4: imita il temporale

1: : “Evviva!”

2: imita il canto degli uccellini.

1 “Tutto è allegro e leggero, evviva!”

Buffo, vero? Eppure è quello che in un certo senso ha fatto Antonio Vivaldi nel primo tempo de La Primavera. Solo che Vivaldi invece di fare il comico e coinvolgere il pubblico nella descrizione di alcuni aspetti della stagione, faceva il compositore e aveva a disposizione un’orchestra d’archi. Scrisse quindi questo suo Concerto per violino e orchestra cercando di imitare i suoni della natura descritti in un testo letterario, un sonetto, che forse ha scritto lui stesso.

Spesso questo brano piace all’ascolto perché evoca immagini e sensazioni di leggerezza e tranquillità, non necessariamente legate alla primavera. Inoltre, come avete visto nell’ipotetico copione pensato per quattro gruppi di un immaginario pubblico, il brano contiene delle ripetizioni, che sono facilmente riconoscibili e danno, per così dire, un senso di “sicurezza” a chi ascolta. Questi richiami a quanto udito all’inizio, che tornano dopo brevi episodi, consentono all’ascoltatore quasi “di ritrovarsi”. Ricordiamoci che la musica si svolge nel tempo, e solo la nostra capacità percettiva e mnemonica riescono a darle un senso, all’ascolto. Dunque il “piacere di ritrovarsi”, sebbene inconscio, può far apprezzare il brano stesso. Altre volte ancora, ascoltando, ci si muove dondolando quasi impercettibilmente: il dondolamento è un movimento ripetitivo che ci fa stare bene.

Queste modalità di ascolto (il movimento, seppur accennato, l’evocazione di immagini o sensazioni, il riconoscimento di ripetizioni o strutture musicali) sono le stesse che utilizzano anche gli ascoltatori che non apprezzano questa musica: magari La primavera annoia perché è troppo tranquilla o ripetitiva, o il timbro degli archi non piace.

Queste modalità di ascolto, secondo gli studi, sono anche le stesse che caratterizzano i nostri giochi infantili: movimenti, ripetizioni, “far finta di…”. Insomma: in un certo senso potremmo dire che ascoltare musica assomiglia un po’ a giocare! Interessante vero?

Se volete saperne di più potete andare a leggere l’Introduzione al libro Didattica dell’ascolto nella scuola di base, dove parlo anche di questo. Potete trovarla cliccando qui.

Il vestito nuovo dell’editore

La casa editrice Progetti Sonori si rifà il look e si presenta con un outfit agile e moderno, adatto alla nuova stagione che avanza. Affezionata al blu, colore che dà tranquillità e pacatezza, lo richiama all’interno di uno sfondo chiaro per evidenziare le collane di testi per cui è nota nell’ambiente della didattica musicale. Ne conserva dunque le sfumature per il logo e la parte superiore, accessoriata con pulsanti dai quali si può accedere con un semplice click alle diverse pagine, utili per avere le informazioni relative all’azienda, ai contatti, al catalogo. Di rilevo la nuova pagina dedicata alla formazione, di cui parliamo tra poco.

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Il nuovo sito è a scorrimento, quindi la pagina iniziale non è fissa, ma scorrendo sulla barra laterale di destra, si può scendere per essere elegantemente invitati a scoprire i prodotti e le novità del momento.

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Tra le novità siamo ancora presenti noi, con il testo Didattica dell’ascolto nella scuola di base, uscito il 16 gennaio scorso e che sta già riscuotendo un certo successo!

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Basta cliccare sull’immagine per essere immediatamente reindirizzati alle informazioni e alle anteprima del libro. Si stanno risolvendo anche alcuni problemi tecnici che il cambio di stagione, pardon, il passaggio tra il sito vecchio e quello nuovo, stanno comportando al di là delle volontà dei professionisti coinvolti. Abbiate un attimo di pazienza…

Scorrendo ancora un po’ si ha la possibilità di iscriversi alla newsletter, nel discreto riquadro grigio perla, per  essere aggiornati in tempo reale su tutte le novità. E brevi articoli dal blog possono essere utili come spunti o ulteriori notizie!

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Che aspettate, allora?

Chi non l’avesse ancora fatto vada a vedere il vestito nuovo dell’editore: è semplice e genuino, come tutta la grande famiglia della Progetti Sonori, che mi ha fatto sentire subito a casa.

L’indirizzo web non è cambiato: www.progettisonori.it.

Per il libro Didattica dell’ascolto nella scuola di base, cliccate direttamente qui.

Infine tenete d’occhio la pagina sui corsi di formazione. Tra poco dovrebbe esserci qualche novità che ci riguarda… A presto!

Didattica dell’ascolto nella scuola di base

Da lunedì scorso se andate a visitare il sito della Casa Editrice Progetti Sonori (progetti sonori.it) trovate nella home-page il libro, finalmente uscito:

Didattica dell’ascolto nella scuola di base. Proposte operative per un ascolto musicale attivo.

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La genesi di questo libro è frutto di un’ampia collaborazione. Quella nata un po’ casualmente tra gli autori, come vi raccontavo qui. Quella tra autori, ma in particolar modo Gaetano Cucchia, e collaboratori vari: i bambini e le loro famiglie, innanzitutto, la dirigente e le/gli colleghe/i della scuola elementare, chi ha riassunto i disegni dei bambini in bellissime illustrazioni, e chi ha raccolto in straordinari filmati le attività. Infine tra tutto questo gruppo di persone e lo staff editoriale, che a mio avviso ha lavorato molto, e davvero molto bene, per dare lustro ai contenuti, e che ora si sta adoperando per fare in modo che questo testo venga distribuito e arrivi nelle case di più persone possibili. Non dimentichiamo, inoltre, i nostri familiari, che ci hanno sostenuto e ci sono sempre stati vicini, consentendo al nostro lavoro di giungere a buon fine. E le persone che in questi giorni ci fanno sapere di condividere la nostra soddisfazione a prodotto finito. Beh, grazie a tutti! Sarà banale ma viene dal cuore ed è la parola che meglio riassume il nostro stato d’animo!

Del libro vi ho già parlato un po’ anche quando non vi avevo rivelato esattamente di cosa si trattava, scrivendo qualcosa qui (e anche qui). Ma certo, occupandomi di pedagogia e didattica della musica… Non scrivo romanzi, ecco!

Certo il libro non resterà per sempre nella home-page della casa editrice, lasciando spazio ai nuovi arrivati… Chissà se dedicheranno loro un simpatico post come quello pubblicato su Facebook per il nostro lavoro:

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L’avete visto? Vi do un aiutino…

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Se non l’avete riconosciuto, beh, andate a vedere i particolari direttamente a questa pagina dove lo vedrete da vicino, con la presentazione generale, e trovate anche il link agli approfondimenti (oppure andate subito agli approfondimenti cliccando direttamente qui).

Nella pagina dedicata alla presentazione particolareggiata del testo potete trovare l’indice, scaricare l’introduzione e le schede illustrate, assaporare qualche video del DVD allegato al testo in cui si vede direttamente l’attività realizzata dai bambini.

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Siete curiosi di averlo tra le mani, vero? Allora utilizzate la pagina e-commerce sul sito oppure scrivete un’email a info@progettisonori.com, o telefonate al num. 0722-816895 per avere tutte le informazioni e prenotare la vostra copia. Quello che vi posso assicurare è la velocità: è garantita infatti la consegna in 24/48 ore. Me l’ha confermato Anna da Como ieri sera (mercoledì): “Ciao, lunedì ho visto la pubblicità del libro e l’ho acquistato on-line in serata. Oggi pomeriggio è arrivato, e stasera lo leggo. Sto usando molto i volumi sul ritmo e sono certa che userò tantissimo anche questo”.

Se preferite andare in negozio vedete sulla pagina dedicata ai punti vendita dove troverete a chi potete rivolgervi vicino a voi.

Tutto chiaro?

Ottimo!

Grazie di aver letto fino in fondo!

Non mancate di farci avere i vostri commenti qui sotto, su Facebook o direttamente sulla pagina della casa editrice.

Countdown…

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Ci siamo quasi… È iniziato il conto alla rovescia per l’uscita del libro!

Ieri sera ho trovato le mie copie omaggio e potuto constatare quanto già anticipato: è bello colorato, invita a sfogliare, curiosare, soffermarsi su immagini, colori, spartiti; a leggere le attività e le presentazioni; ad andare ad ascoltare nel cd la versione proposta del brano in elenco; a ballare; a provare qualche accompagnamento ritmico; a vedere sul DVD come sono “presi” i bambini nel fare musica!

Si intuiva già dalla versione informatica, ma sfogliare il libro in cartaceo, lasciatemelo dire, ha un piacere che è impagabile. Si torna bambini, è il piacere della percezione sincretica: si tocca, si sfoglia, si sente il rumore delle pagine, si gode dei colori, delle forme (la cura e l’amore messe dallo staff che ci ha lavorato nella casa editrice è veramente encomiabile e scalda il cuore degli autori), dell’odore della carta stampata, che sa di nuovo… Gli organi di senso sono tutti lì, insieme, a gustarsi “l’effetto che fa” unitamente all’emozione del “nuovo gioco”.

Ah, che bella soddisfazione, e che voglia di condividerla con tutti!

Vi inserisco l’immagine scelta per la quarta di copertina, per farvi venire la voglia di saperne di più!

A prestissimo!

Novità in arrivo

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Ricordate?

Vi raccontavo qui di come è iniziata, quasi per caso, un’avventura a quattro mani sfociata nella pubblicazione di due guide sulla didattica del ritmo.

Vi anticipavo anche di come si stesse lavorando ad un nuovo progetto.

Ebbene: il progetto è piaciuto all’editore e la nostra prima domenica di Avvento è trascorsa nella correzione della prima bozza. E la seconda domenica di Avvento sarà all’insegna della sistemazione della seconda bozza del nostro lavoro.

Il libro è bello, colorato, ricco di spunti! Anche stavolta ci sarà un cd allegato con le musiche utilizzate nelle attività descritte e un dvd con alcune attività realizzate dagli alunni di scuola elementare.

Ma le attività possono essere utili anche in altri contesti, il libro può essere un’utile guida alla programmazione per gli insegnanti e un’arricchente lettura per studenti che si occupano di didattica musicale.

Non perdiamoci di vista, allora… A breve vi dirò di cosa si tratta!