La voce di Dario Fo

Ascoltare questa sera Dario Fo recitare in TV e fare un salto indietro di… molti anni, quando, ragazzina che frequentava la scuola media annessa al conservatorio il nostro professore di disegno e storia dell’arte, Giorgio Teardo -che tutti amavamo- ci portò a teatro, dove Dario Fo stava provando “Aspettando Godot” e ci parlò di questo signore un po’ matto che stava lì  e boh non si capiva bene cosa facesse, ma aveva una serie di pensieri… Sembrava che Dario Fo parlasse con ognuno di noi, ragazzini che si andavano affacciando alle opportunità che vivere in una Venezia allora davvero culturale ci offriva,  e ci raccontasse questa storia quasi chiacchierando. Mi colpì, ieri come oggi, la sua capacità di riempire lo spazio scenico con la voce soprattutto, aiutandola con mimica facciale (occhi e bocca quasi caricaturali, spesso in una specie di sorriso sardonico contagioso) e pochi sapienti gesti del corpo. Ascoltare questa sera Dario Fo recitare in TV e stupirsi di come riesca a passare il video, con questa sua voce e questo suo modo di raccontare le storie di Francesco -poi diventato Santo; forse non è lui a passare il video ma è la sua voce che porta noi lì, a teatro… Ascoltare Dario Fo che recita in TV e pensare: urca, non c’è più! Anche lui quest’anno ha lasciato questa terra, ma pensare che in realtà c’è ancora con la sua grande, unica personalità artistica. In qualche modo.

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