Giochi di piano

“La sai suonare la canzone di San Martino, vero?”

Era di nuovo lì, sulla porta,  Angelica: con quel suo visetto allegro che sembrava dipinto. Senza foglietto in mano, stavolta.

La Maestra Mirca non seppe trattenere una risata. ” Sei sicura che sia la canzone di San Martino?”

“Certo, me l’ha insegnata la maestra Lucilla! Fa così:

San Martino, campanaro, dormi tu? dormi tu? Suona le campane, suona le campane, din don dan; din don dan!”

“Ah! Ah! Angelica, guarda che forse non hai sentito bene le parole che la maestra Lucilla cantava! San Martino è quel cavaliere generoso, la sai la storia no?, che divise a metà il suo mantello per aiutare un povero che aveva freddo. Invece quello di questa canzone è un frate! Fra’ Martino! E vive in un convento dove ha il compito di suonare le campane! E ci sono i suoi confratelli: Fra’ Gervaso, bravo cuoco; Fra’ Fiorello, giardiniere; Fra’ Leopoldo, musicista; Frate Eligio, maniscalco… E altri di cui non mi ricordo i nomi. In questo convento, se un frate si distrae un pochino, qualcuno gli canta una canzoncina allegra, come per dirgli: «Ehi, attenzione, devi fare bene il tuo lavoro se no la vita del convento non funziona!» E così questa è la canzone dell’allegro convento, in realtà”.

La bambina la guarda, tra l’assorto e il perplesso… “Sì però la sai suonare, vero? Mi insegni?”

“Ok, la cantiamo un pezzettino alla volta e ti mostro dove si suona.”

Facilmente Angelica impara a suonare la canzone per imitazione, a partire dal do centrale. Il brano è distribuito tra le due mani. “Bene, allora adesso facciamo il gioco della campane.  Quelle che Fra’ Martino campanaro suona per i suoi confratelli. Prendiamo un tasto che ci piace e suoniamo tutti quelli che si trovano nella stessa posizione sulla tastiera, schiacciamo il pedale, e poi scendiamo con le braccia e rimbalziamo sui tasti, come se fossimo il martello che colpisce la campana!” E così si sentono campane, campanelle, campanacci e campanoni intonati sul do, sol, si e quelli di un paio di tasti neri. L’effetto sonoro è davvero coinvolgente. La bambina si diverte molto e non vuole smettere!

“Ma… non vuoi che suoniamo anche la canzoncina di Fra’ Gervaso?”

Gli occhi di Angelica sono così luccicanti che sembrano due piccole stelline: “Sìììììììììì!!!!!”

“Fra’ Gervaso, bravo cuoco, dormi tu? dormi tu? Gira la polenta, gira la polenta, plum plum plum; plum plum plum.” Canta la Maestra Mirca. “Come te lo immagini questo frate?” “Con la pancia grossa e sempre sorridente. E anche golosone!” “Allora dove la suoniamo la sua canzone? Nello stesso posto di prima o più su, o più giù?” Angelica sceglie l’ottava più bassa. “Però la suoniamo solo con la mano sinistra, adesso.” La bambina ci prova e si arrangia a modo suo per assestare la diteggiatura dove le serve. Maestra Mirca lascia fare: le piace intervenire solo se ci sono reali difficoltà.

“Fra’ Fiorello, giardiniere, dormi tu? dormi tu? Bagna bene i fiori, bagna bene i fiori, frin frin frin, frin frin frin“. Canta la Maestra Mirca.

“Questa la suono con la destra quassù” È la reazione di Angelica, che diligentemente si applica e riesce ad eseguire il brano qualche ottava sopra, solo con la destra.

“Fra’ Leopoldo, musicista, dormi tu? dormi tu? Fa’ cantare il coro, fa’ cantare il coro, la la la; la la la“.

“Questa proviamo con tutte e due le mani insieme!” Propone Maestra Mirca, e fa vedere e sentire il risultato alla bambina, che subito si mette ad imitarla.

“Adesso la rifacciamo però…  Incrociamo le mani!”

“Nooo!” sorride divertita Angelica. “Non ci riuscirò mai!”

“Non importa, è un gioco! Proviamo e vediamo come va!”

Angelica si concede un paio di tentativi e, con qualche piccolo errore, riesce però a portare avanti tutta la canzone.

“Bravissima! Adesso ci mettiamo Fra’ Leopoldo che accompagna il coro all’organo. Siccome lui è di origini scozzesi, gli piace molto l’effetto cornamusa! Te lo ricordi?” La bambina suona con la mano sinistra  do-sol. “Bravissima! Allora adesso la sinistra accompagna e la destra canta, e poi faremo il contrario!”

Angelica riesce senza troppe difficoltà.

“Frate Eligio, maniscalco, dormi tu? dormi tu? Ferra i tuoi cavalli, ferra i tuoi cavalli toc toc toc, toc, toc toc!”

“Il toc toc toc come ti verrebbe da farlo?” La bambina “bussa” sul coperchio del pianoforte. “Bene allora alla fine della canzoncina lo suoni così. Però la canzoncina del frate maniscalco non la suoniamo più a partire dal do, ma scivoliamo giù di una posizione, ti ricordi come si fa?”

Angelica fa scivolare un ditino per volta giù di un tasto e dice a voce alta: “Qui sono sul tasto bianco e trovo un altro tasto bianco; qui sono sul tasto bianco e trovo un tasto nero; qui sono sul tasto banco e trovo un tasto nero; qui sono sul tasto bianco e trovo un tasto bianco; qui sono sul tasto bianco e trovo un tasto nero”. Ecco fatto, la mano si trova automaticamente nella posizione del si.

E la canzone dell’allegro convento riprende: con una mano per volta, con entrambe (anche incrociate!), con accompagnamento “a cornamusa” (la posizione si trova scivolando: è davvero semplicissimo!) eseguito prima dalla sinistra e poi dalla destra…

E poi si scivola ancora giù di una posizione e Angelica decide che questa è la canzone di “Fra’ Giocondo, gran burlone, dormi tu? dormi tu? Facci uno scherzetto, facci uno scherzetto, Ah ah ah! Ah Ah ah!”

“Allora lo scherzetto lo facciamo davvero”, dice Maestra Mirca. “E come?” “Cantiamo la canzone rincorrendoci, come quando si gioca «a prendersi»”

Prima si prova con la voce. Non è molto facile, ma quando parte per prima Angelica si confonde meno. Poi al pianoforte, Angelica con una mano e Maestra Mirca ad un’ottava superiore con l’altra.

“Adesso prova tu da sola, fa che una mano insegua l’altra!”

“Mi sembra difficile!”

“Prova la prima frase, finché non capisci come funziona”

Angelica prova un paio di volte le prima due frasi.

“Bravissima! Fermiamoci qui, hai capito come fare, non serve riuscrci subito! E poi abbiamo fatto tantissime cose, oggi. Corri a giocare!”

La bambina saluta felice.

Maestra Mirca sa che, la prossima volta, tornerà e sarà in grado di eseguire il brano anche in canone. Stimolata dal gioco nuovo, a casa proverà, senza che nessuno abbia avuto bisogno di dirle “studia”.

Anche non accadesse (ma Maestra Mirca conosce la curiosità di Angelica) un piccolo semino è stato comunque piantato. Un po’ alla volta germoglierà.

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