Canti di oggi, idee di ieri

Era di nuovo sulla porta, Angelica, con il suo visetto da bambolina, gli occhioni azzurri, le guance paffutelle, i capelli biondissimi… E la sua gioia di vivere che sprizzava da tutti i pori, come sempre sorridente. E con la sua fotocopia in mano. Stavolta meno sdrucita del solito.

“Ciao”, disse sorridendo la Maestra Mirca.

“Ciao, c’è questa canzone che mi piace proprio tanto… me la fai suonare?”

“Dài, entra e fammi vedere. Te l’ha insegnata la maestra Lucilla?”

“Beh, stavolta si è data un po’ più da fare” pensa la Maestra Mirca, osservando il brano, e ricordando con orrore il canto di Natale anti-musicale.

Si siedono al pianoforte e la bambina inizia a cantare la canzone: “Dorme la terra, resta sveglio il cuore, mille pensieri, fanno una canzone, sole nell’anima, lasciami cantare, sinceramente, dolcemente. Dolce la musica, si ripete piano, là dove un uomo, solo va lontano, fa che il suo canto, mi venga bello, resti per sempre, dove c’è un fratello.”

“Hai capito com’è fatta questa musica?” chiede la Maestra Mirca.

“… Non so… è dolce. E poi sale e scende… Mi piace! “

“Sale e scende, sì, ma in modo da fare una scala! Quella che tutti conoscono: do re mi fa sol la si do, e tornando indietro: do si la sol fa mi re do. Infatti le parole iniziano proprio con le sillabe delle note!”

“È vero!” , esclama Angelica, “Allora la so già suonare!” E ricanta la canzone, eseguendola al pianoforte: le parole le suggeriscono il ritmo, ogni frase inizia su una nuova nota. “Ma è facilissima!!!!” Angelica non sta più nella pelle.

“Meno male, qualcosa di diverso dalla canzone del film Tutti insieme appassionatamente” , pensa la Maestra Mirca. “Il buon Guido d’Arezzo ha colpito ancora”. E dentro di sé ricanta Ut queant laxis, mentre la bambina gioca con la canzone, accompagnandola con la cornamusa e l’orologio. Ma di questo parleremo la prossima volta.

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