“Io speriamo che me la cavo” (ovvero anche i formatori s’incavolano!)

1) A un esame di analisi.

Candidato: “Non mi serve la partitura per l’analisi, io la musica ce l’ho tutta in testa”.

E fu così che la commissione, dopo l’analisi della partitura e l’analisi percettiva, apprese dell’esistenza dell’analisi telepatica.

2) Compito: programmazione di un breve percorso didattico su argomento a scelta.

Svolgimento: “Spiegherei ai miei allievi che nella musica di Mozart si sente che lui è stato il primo musicista libero-professionista”.

Domanda: “Sai farmi un esempio di opera di Mozart in cui si sente la differenza, da un punto di vista compositivo, tra quando era alle dipendenze e quando non lo era più? O sai dirmi quali tratti della musica di Mozart possono rivelare questo all’ascoltatore?”

Risposta: “…?…”

3) “Se vi dico di parlare di forma musicale, voi cosa mi dite?”

“Minuetto, Valzer, Tango”.

N.B.: Ci sarebbe da ridere se queste risposte non giungessero da persone che ritengono di essere musicisti e vogliono fare gli insegnanti! E studiate, che diamine!!! Poi pretendono dai ragazzini! Un po’ d’onestà intellettuale, andiamo!!!!

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