Vienna, i Re Magi e l’ultimo dì di festa.

Le luci si spengono pian piano, lasciando gli echi dei zampognari e dei canti della “Ciarastela”,  gli ultimi bagliori dei fuochi…

Antiche tradizioni che chiudono le festività natalizie.

Brigitta accosta le imposte e ripercorre col pensiero le belle feste appena trascorse. Domani (ma è già oggi..?) i sorrisi dei bambini davanti alle calze riempite con frutta, qualche dolcetto e un bel libro, daranno inizio all’addio, segnato dal disfare l’albero e togliere le decorazioni allestite in casa quasi un mese fa. I Re Magi faranno ciao ciao al Bambinello nel presepe, prima di tornare nella scatola di cartone insieme alle altre statuine.

I Re Magi sono arrivati presto, quest’anno. Almeno così è parso al piccolo Paolo durante il concerto di Capodanno, nel sentire questa marcia dal sapore orientale:

Paolo aveva mimato l’andatura ondeggiante dei cammelli, così affermava convinto, e si era precipitato a prendere le statuine e porle sul presepe. “Senti, zia, Questa è la musica dei Re Magi”. E si era anche divertito a sentire l’orchestra cantare, cercando di imitare gli orchestrali, ora seri, ora divertiti.

Brigitta sorride. La “musica leggera” di un tempo ha ancora il suo fascino sui bambini, almeno sull’amato nipotino. Che giocando a far giungere i Re Magi dal Bambin Gesù ha vissuto un po’ di musica, a modo suo, come i bambini sanno fare: col corpo e con l’immaginazione, innanzitutto Ma non solo, è un semino che è stato piantato nel terreno, in realtà, un terreno che appare fertile, oggi. Un domani, chissà…

Per ora il puro piacere di giocare con la musica, spontaneamente. Come stasera, davanti ai fuochi… Riti arcaici accompagnati di canti e suoni.

Epifanìa!

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