As-saggi di Natale

Angelica non potrebbe avere un nome più appropriato. Sembra proprio una bambolina, occhioni azzurri, guance paffutelle, capelli biondissimi… Una bimba da pubblicità, sempre gaia e sorridente.

“Mi insegni a suonare questo?” dice correndo verso il pianoforte non appena la Maestra Mirca apre la porta. Le lascia in mano una fotocopia sdrucita. È un bene che vada di corsa, perché la Maestra Mirca sta sgranando incredula gli occhi di fronte a questo spartito che sembra un disegno, più che musica… Note che paiono buttate a caso… Canto irlandese o islandese (la fotocopia è malriuscita)? Do minore o mibemolmaggiore? E come ci entra il testo in italiano su quel ritmo isocrono e noioso? Per non parlare del controcanto… Che disastro!!!!

“L’hai imparata a scuola?” Chiede la Maestra Mirca alla bambina, celando i suoi pensieri dietro un sorriso amabilissimo.

“Sì, la cantiamo con la maestra Lucilla, che ci accompagna al piano, ma mi piacerebbe imparare a suonarla”

“Dài proviamola insieme”, suggerisce la Maestra Mirca.

Si siede accanto ad Angelica, cantano insieme la canzone.

È ancora peggio di quel che sembrava, pensa la Maestra Mirca, ma tiene per sé il pensiero e poi con calma e pazienza insegna come suonare le prime note ad Angelica, che si applica con attenzione. Certo con tutta la musica che c’è, ci vuole proprio un particolare talento per trovare brani antimusicali come questo!

La cosa mervigliosa, però, è che i bambini fanno volentieri anche le cose “brutte”, se le vivono con piacere e con lo spirito giusto, quello di ogni gioco. E cantare, si sa (e non serve scomodare Tomatis) fa bene al cervello e al corpo (endorfine a go-go, dicono gli esperti).

“Ma farete anche qualche canto tradizionale, tipo Astro del Ciel, Tu scendi dalle stelle, Adeste Fideles, Jingle bells…?” Chiede speranzosa la Maestra Mirca, che dentro di sé non riesce a capacitarsi di tutto questo entusiasmo dato dal cantare di per sé.

La risposta affermativa e gioiosa di Angelica non si fa attendere.

“Allora impariamo a suonare almeno Jingle bells, cosa ne dici? È Facile!!!”

Nel giro di mezz’ora le due canzoncine sono apprese, per imitazione. La Maestra Mirca è soddisfatta e si pregusta il saggio di Natale in cui i bambini della parrocchia canteranno e suoneranno qualche canzoncina tradizionale, con assaggio per tutti i presenti dei biscotti che, sempre Lei,  ha insegnato a impastare e cuocere. Biscotti sani, fatti semplicemente con farina, uova e zucchero. Come i canti tradizionali, dove la musica esce semplicemente, le parole non sembrano appiccicate, le melodie hanno un loro senso. E il saggio di Natale è l’occasione di far “assaggiare” l’esperienza musicale che i bambini stanno facendo da un po’ di tempo, senza prove estenuanti e inutilmente faticose. Insomma con lo spirito giusto del Natale!!!

Morale della storia: Auguri a tutti i bambini e al bambino che c’è in ogni adulto! (E non dimenticate di vivere e presentare i saggi come as-saggi!)

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